sabato 23 aprile 2016

SASSO DI CALEDA 1989 Via Diretta

Da bocie, pieni di sogni e assetati di avventura, nulla ci poteva fermare. Con Franco Benincà simpatico fortone sempre con la battuta in bocca mi avventurai sugli strapiombi gialli del Sasso di Càleda. Armati di chiodi corde e necessario per passare la notte aprimmo una via  bivaccando per diletto sotto ad un enorme tetto che l'indomani ci impegnò per parecchie ore...                                                                                                                                                                                                                                
                                                               




venerdì 26 febbraio 2016

LA VALLE DI SCHIEVENIN "turismo e prospettive per i valligiani"

La valle di Schievenin è di nuovo sulle pagine dei giornali, ed ancora una volta quello che traspare nei progetti e nelle migliorie possibili sono i soldi. Sembra che il comune di Quero – Vas porti a casa o abbia già portato a casa con destinazione la Valle di Schievenin, una cifra come 600 mila euro, qualcosa di più o qualcosa di meno ha poca importanza. Quello che importa invece è l’utilizzo di questi bei soldoni. Non si capisce mai bene se si vuole il bene della valle e dei suoi abitanti o di persone terze. Certamente il comune con il suo Sindaco e la sua giunta e tutti quelli che hanno il “potere” per amministrare hanno l’ultima parola, a loro spetta la decisione, ma altrettanto sicuramente, chi frequenta la Valle, chi AMA la Valle davvero anche se esterno e solo turista sporadico, in un paese democratico può dire la sua. Sarebbe bello che si mirasse davvero al bene della frazione di Schievenin, agevolando in primis i valligiani , piuttosto che pochi intimi che nella Valle vedono solo il proprio profitto. Penso che l’occasione di ricevere gratis soldi europei capiti di rado a comuni montani come il comune di Quero, e penso che sia un peccato sciuparli in progetti poco positivi sviluppando un’area come le vecchie scuole elementari tra l’altro già recentemente invano ristrutturate . Valuterei invece di potenziare comunque qualsiasi attività lungo la strada principale, e dovendo proprio pensare a camere per dormire, darei l’opportunità ai proprietari delle case sempre lungo la strada o del Borgo ad esempio, recuperando tra le stanze delle loro abitazioni delle camere da adibire a bed and breakfast, offrendo così un modo per aprire un’attività ristrutturando la propria casa, i soldi in questo modo finirebbero giustamente nelle mani di chi la Valle la vive da generazioni. Inoltre c’è da tener presente che a Schievenin non c’è mai stato e difficilmente potrà esserci un turismo di massa come in altri siti più remunerativi, bensì si tratta di una frequentazione di un ristretto numero di arrampicatori che si muovono in giornata e che, vista la chiusura della Speranza eventualmente necessitano di un bar o perché no di una trattoria, anche questa potrebbe e dovrebbe essere una valida prospettiva di lavoro per i valligiani, ovviamente la struttura deve essere visibile e soprattutto comoda in strada e con un parcheggio per evitare la tentazione a tirare dritto con l’auto verso casa o ad altri bar. Poi per quanto riguarda la carrozzabile c’è sicuramente bisogno di posteggi per i giorni di maggior afflusso, ma parlando di qualche domenica, non credo servano aree così grandi, basta solo risistemare quelle già presenti per renderle più facili alle manovre; trovo inoltre assurda l’idea di chiudere la strada, sono convinto che con la chiusura definitiva della rotabile più della metà dei frequentatori si dirigerebbero in altre valli, scemando perciò l’idea di un" piccolo" sviluppo turistico. In tutto questo parlare di soluzioni tra le varie cose dette ho sentito anche un vociferare di eventuali finanziamenti per la manutenzione della palestra di roccia….posso dire che in 30 anni di Valle frequentata per arrampicare e per camminare, ho attrezzato moltissime vie su roccia e contribuito a tenere puliti i sentieri che son solito fare senza aver bisogno di un introito, a mie spese, esattamente come lo hanno fatto e continuano a fare molti altri per pura passione, e trovo sia corretto che continui così, senza che subentrino scopi di lucro, perché la valle è sempre andata avanti con il volontariato ed ipotetici sovvenzionamenti penso vadano dati comunque sempre ai locali.  

lunedì 15 febbraio 2016

Alpi Feltrine 3.12.89 Torre Lucia via nuova

Aperta fuori stagione,in fretta e furia,rincorrendo un sogno che temevamo ci rubassero...
E' una via bella su roccia compatta e in una torre suggestiva.
L'apertura in inverno oltre alla fatica ci ha regalato momenti indimenticabili in  un ambiente da favola fra i più belli delle Alpi Feltrine...


Roberto Calabretto di 56 anni è un sognatore
delle crode ancora in attività. Oltre a centinaia di
ripetizioni di vie classiche in tutto l'arco alpino,
conta una trentina di vie nuove, numerose invernali
e alcune solitarie prestigiose, di cui la via Paolo VI
in Tofana e la prima solitaria invernale della via del
pilastro grigio sul Mulàz.




sabato 16 gennaio 2016

2001...Cima della Busazza prima invernale della "Cozzolino"

Per gli appassionati di alpinismo, le Dolomiti d'inverno diventano un magico terreno di gioco per soddisfare la propria sete d'avventura... le cime come d' incanto si trasformano, ammantate da una coltre bianca che le fa apparire  più grandi e  irraggiungibili. Ogni pendio e ogni canale sembrano infiniti, bisogna arrancare per ore sotto il peso di un enorme zaino per venirne a capo. Su camini e fessure, facili d'estate, si va su goffamente con gli scarponi, cercando di farsi strada fra un muro di neve, ogni appiglio va ripulito e le mani intirizzite richiedono frequenti pause. Il gelo prevale su ogni cosa e la luce intensa si fa velocemente obliqua costringendo ad affrettarsi per trovare un buon posto da bivacco...

 


 




domenica 20 dicembre 2015

SCHIEVENIN D'inverno sulle " Colombane"...

Può essere che la roccia faccia un po' schifo, che ci sia qualche blocco in bilico, ma basta non essere schizzinosi e ogni tiro diventa non male.
Sulle vie più dure sicuramente la roccia è più sana, si va su per trentacinque metri in un ambiente d'incanto immerso nel cuore più intimo della valle...
La pace è assicurata in questa oasi selvaggia dove il sole accarezza  i pendii e le rocce già dalle sette e mezza del mattino. Difficile che arrivi qualcuno, i soli trenta minuti di avvicinamento sono un buon deterrente e i pochi arrampicatori che si vedono sono schivi e solitari e non amano le pareti alla moda e sovraffollate ... E quando il sole sfuma fra le pieghe della valle, poco dopo le tredici, può a volte scapparci una buona grigliata a concludere in allegria una giornata d'arrampicata, con "an bottiglion de vin moro" e per finire "na feta de salado"...






domenica 6 dicembre 2015

SCHIEVENIN "La fagianella"

La fagianella è una parete nascosta e isolata della Val dell' inferno, una chicca per chi ama arrampicare d'inverno in un ambiente selvaggio d'incomparabile bellezza. Il sole riscalda la parete dalle 9 fino alle 14 e i contorni della valle la riparano dai venti da nord. Le vie sono brevi ma l'arrampicata molto intensa su strapiombi molto accentuati, la roccia non è male,qualche tratto friabile, sopratutto sulle uscite in sosta,ma niente di più. Per l'avvicinamento bisogna percorrere il sentiero per forcella bassa e dopo circa 20 minuti seguire una traccia ripida che stacca sulla destra.




sabato 21 novembre 2015

25-08-92...cercando fra i ricordi... Pizzocco Via degli Svizzeri

Arrivo all'attacco accompagnato da Pietro il quale, vista la parete, mi guarda perplesso,ma allo stesso tempo fiducioso; sa che ormai ho deciso:io fremo per quella parete e lei mi aspetta.La sera un branco di camosci si allontana nella penombra mentre giriamo due braciole sul fuoco. Lo interpreto come un segnale di buon auspicio,ma non è sufficiente a tranquillizzarmi, mi dimeno tutta la notte...
La mattina inizio la salita;subito improvviso attratto dalla roccia in parvenza più solida della via dei Bellunesi, ma dopo 60 metri sono bloccato; devo chiodare e assicurarmi per superare una placca liscia e ripugnante che mi impegna all'estremo. la logica mi porta più in alto sul diedro della via  degli svizzeri. Recupero fiducia e salgo con velocità inaspettata, completamente senza sicura e recuperando ad ogni lunghezza lo zaino che incastrandosi e strisciando manda a valle un infinità di massi che vanno ad aumentare il cumulo di detriti in fondo a  quel tetro baratro che devo cercare di cancellare dalla mia mente...La roccia è come da fama veramente pessima, ma l'aria gelida che assicura il bel tempo mi fa sentire pieno di forza e riesco ad inventare movimenti che danzano all'unisono con quel ambiente selvaggio.Sono molto in alto e lungo il traverso verso destra mi ridesto vedendo la corda che penzola staccata dalla parete in vuoto che mi fa rabbrividire. Certo che anche quei due svizzeri con gli scarponi e la corda annodata in vita non erano meno folli di me...Sotto il diedro giallo, all'inizio dell'ultimo salto,decido di assicurarmi. Mi sistemo un prusik sulla corda e salgo rinviando tutto quel che riesco a mettere. Mi sembra di aver superato il peggio e un idea si fa strada in me: uscire dalla parete in giornata. Scruto la parete mentre rifletto... L'autoassicurazione mi fa perdere un sacco di tempo, ed ora poi che quel pensiero mi ronza in mente, decido di proseguire ancora slegato. Mi comporto ancora da pazzo. ma la sfida con la morte mi fa sentire ancora più vivo, dà un senso alla mia esistenza. Arrampico concentrato sfiorando alcune scaglie che si staccano al vento.Con calma mi porto sotto alle placche terminali; brividi lungo la schiena, saggio ogni presa, anni di preparazione per un istante che però potrebbe costarmi molto. Sono passate dieci ore quando sbocco sulle banche orientali del Pizzocco dove termina la via. Dietro me un vuoto abissale con gli echi di momenti di paura, di bisbigli fra le labbra per trovare la mia compagnia, di sospiri nella nebbia ed il rimbombo di boati infernali che per giorni mi porterò dentro...