giovedì 23 marzo 2017
LA NUOVA GUIDA DI SCHIEVENIN
Si presenta con una veste più leggera, più tascabile, ma è arricchita da numerosi nuovi settori e da oltre 200 vie in più. La grafica superflua lascia spazio ad una ben più importante parziale traduzione in inglese. Fra i settori nuovi più importanti "Mitico Mas" ( dedicato a Lorenzo Massarotto), presenta un concentrato di vie toste, molte ancora da liberare. Belle per chi ha voglia di tironare anche "le Placche del Sole" risanate e completate da numerosi tiri nuovi. Per chi invece si vuol divertire sul più facile, la "Bastionata Nord", ripulita riattrezzata e anch'essa con tante vie nuove, diventa un punto di riferimento per la stagione estiva. Poi ci sono, il Torrione delle Femene, il Gran Canyon, il Favo, il Totem e molte altre novità....


lunedì 6 febbraio 2017
NEVADO TOCLLARAJU una salita indimenticabile 1996
La Cordillera Blanca presenta un'infinità di cime che superano i seimila metri e raggiungerne una sembra meno complicato che in altre zone del mondo. La gente nei paesini degli altipiani è timida e genuina, pronta ad aiutare per poco e niente. Il clima da giugno ad agosto è perfetto; cielo terso ed un orizzonte infinito per quasi tutto il periodo. Con il fai da te si riesce a muoversi ovunque, la logistica è semplice e veloce, in un giorno di cammino si raggiungono i campi, e a parte in quelli delle vette più blasonate, che sono ovviamente affollati, si possono trovare ancora angoli speciali ed immergersi in valli e ambienti nella più totale solitudine. Le montagne sono di una bellezza incomparabile, candide, ripide, e dalle forme più svariate, incise come diamanti dall'erosione dei venti che provengono irruenti e umidi dal pacifico.......La neve spugnosa mi fa sprofondare fino alla cinta, e l'aria rarefatta sbuffare come un mantice, dovrei smettere di fumare....l'ultimo ripido pendio è più compatto, le picche entrano al primo colpo e i ramponi mordono bene, un ultimo sforzo poi la cima, una gioia immensa....

giovedì 29 dicembre 2016
Aspettando un inverno che non arriva...
Quando arriverà la neve, brrr... mi rintanerò dentro casa, vicino al focolare. ad asciugare le mie vecchie ossa consumate... aspettando che ritorni presto la primavera e il tepore del sole a risvegliare dentro di me qualche vecchio sogno rimasto nel cassetto...
sabato 22 ottobre 2016
Il vecchio Mago
Se devo pensare all’immagine che più di tutte rappresenta per me la perfezione
nell’arrampicata libera, mi viene in mente immediatamente Manolo.
In tanti anni l’ho visto arrampicare sporadicamente e solo in
qualche video, ma più di tutto sono state le sue immagini apparse
in riviste specializzate degli anni ’80 e ’90 ad affascinarmi,
immagini dove il Mago faceva scuola mostrando il suo fisico perfetto,
in pose plastiche, nella più assoluta armonia con la roccia.
Quelle foto sono state per me, e per tutta una generazione, il
manuale migliore al quale attingere per poter esaltare la tecnica e
lo stile in arrampicata. All’epoca, sognavo di incontrarlo
casualmente a Schievenin e di essere toccato dalla sua bacchetta
magica per poter migliorare le mie capacità, ahimè è rimasta solo
una fantasia da “bocia”….. per me era quasi un personaggio da
fiaba, una sorta di super-uomo in un mondo immaginario disegnato in
qualche libro di fumetti, invincibile ed insuperabile…. Nel mondo
reale Maurizio Zanolla è stato uno degli arrampicatori più forti al
mondo, e all’ombra del suo mito sono cresciuti tutti i fortoni
delle generazioni successive. È stato il primo italiano a
raggiungere difficoltà di IX°, il primo ad andare oltre l’
8a, il primo e forse l’unico in Italia a superare la difficoltà
di 9a+ e alla veneranda età di 50 anni. Inoltre diverse vie di 8b
liberate da lui,parecchi anni fa... sono state successivamente
rivalutate in 8c, e per finire ma forse anche no, oggi alla soglia
dei 60 si dimostra il persecutore realizzando il primo 8b+ trad
dell’arco dolomitico. Questi sono alcuni esempi e credo non ci
sia nulla da aggiungere su di lui, perciò mi lasciano perplesso
le varie “accuse” mosse nei suoi riguardi da taluni che da lui
hanno imparato tutto! Non me lo immagino proprio il Mago girare di
nascosto per rompere le prese delle sue vie,non vedo a quale scopo...
è già stato ed è ancora un eclettico ineguagliabile, non ha
bisogno di dimostrare null’altro. Trovo triste che si possa
pensare ad un gesto così piccolo come quello della manomissione di
un itinerario da parte sua. Trovo triste che alcuni, invece di togliersi il cappello di fronte al "vecio" , trovino la loro
soluzione nel dire: la via era certamente diversa per poterla
scalare altrimenti sarei riuscito a realizzarla...mercoledì 7 settembre 2016
SCHIEVENIN Parete dell'orto via"turbe psichiche" 8c
Nel 1988, quando la provai dopo averla attrezzata, mi venne spontaneo chiamarla "turbe psichiche"... riferito al mio stato d'animo per l'incapacità di trovarne la chiave. Qualche anno più tardi Stefan Glowaz in una casuale comparsa in valle, si accanì in alcuni tentativi, senza riuscire a chiuderla, fù palese che per noi brocchi della valle non c'era speranza. La via finì nel dimenticatoio e ripresa solo negli anni recenti da qualche boulderman locale della nuova generazione, senza però esito positivo...Bisogna aspettare quasi trent'anni prima che un fortone, veramente all'altezza, venga a capo di quell'enigmatico boulderone che combinato con i movimenti contorti del successivo tetto conduce all'agognata sosta. Andrea De Giacometti, è un bocia feltrino dal pensiero profondo e con un sorriso sincero, un arrampicatore umile, con una forza incredibile e un curriculum di vie sportive da far rabbrividire... sicuramente farà ancora qualche regalo alla Valle di Schievenin...giovedì 1 settembre 2016
ALPI FELTRINE Pizzocco "via diretta" al Pilastro Virginia


sabato 27 agosto 2016
Rocchetta Alta di Bosconero Via KCF... 21 anni dopo
Un emozione grandissima, ripetere una via percorsa vent'anni fa da solo e d'inverno. Delle classiche della Rocchetta è sicuramente la più maschia, poco chiodata e con roccia non sempre al top.La prima parte se è umida è da fare con le pinze. Sulla seconda lunghezza il passaggio in placca è bello tosto, mentre lo strapiombo in traversata dopo il diedro giallo non è poi così duro se preso più a destra. Bello il tiro successivo con il traverso sotto il tetto da fare di cattiveria, stupenda anche la placca finale. Grande via...

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